{"id":77,"date":"2024-03-15T11:33:42","date_gmt":"2024-03-15T10:33:42","guid":{"rendered":"https:\/\/ffondarc.org\/fonderia\/?page_id=77"},"modified":"2024-03-15T11:52:52","modified_gmt":"2024-03-15T10:52:52","slug":"la-fonderia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/ffondarc.org\/fonderia\/la-fonderia\/","title":{"rendered":"La Fonderia"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-columns is-layout-flex wp-container-core-columns-layout-1 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:15%\"><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:70%\">\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><strong>Come nasce una fonderia d\u2019arte<\/strong><\/h1>\n\n\n\n<p style=\"font-size:clamp(0.984rem, 0.984rem + ((1vw - 0.2rem) * 0.938), 1.5rem);\"><strong>Dialogo con Pietro Caporrella<\/strong>. A cura di Claudia Filippeschi<\/p>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"683\" src=\"https:\/\/ffondarc.org\/fonderia\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2024\/03\/Fusione-in-bronzo-Pietro-Caporrella-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-65\" srcset=\"https:\/\/ffondarc.org\/fonderia\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2024\/03\/Fusione-in-bronzo-Pietro-Caporrella-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/ffondarc.org\/fonderia\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2024\/03\/Fusione-in-bronzo-Pietro-Caporrella-300x200.jpg 300w, https:\/\/ffondarc.org\/fonderia\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2024\/03\/Fusione-in-bronzo-Pietro-Caporrella-768x512.jpg 768w, https:\/\/ffondarc.org\/fonderia\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2024\/03\/Fusione-in-bronzo-Pietro-Caporrella-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/ffondarc.org\/fonderia\/wp-content\/uploads\/sites\/3\/2024\/03\/Fusione-in-bronzo-Pietro-Caporrella-2048x1365.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<div style=\"height:30px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p>Claudia Filippeschi: <em>Chi \u00e8 Pietro Caporrella?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Pietro Caporrella: Abruzzese, figlio di mezzadri, cresciuto nel mondo contadino, mi sono trasferito a Roma all\u2019et\u00e0 di sedici anni.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il fonditore d\u2019arte \u00e8 il lavoro che hai sempre voluto fare?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>No, ci sono arrivato per caso a trentadue anni. Da ragazzo ho frequentato l\u2019Istituto d\u2019arte e poi il Corso superiore di grafica e design. L\u2019arte mi ha sempre attratto, ma prima ho seguito altre strade, dall\u2019impegno sociale al design.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ti senti pi\u00f9 un artista o un maestro d\u2019arte artigiana?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Io mi definisco in entrambi i modi\u2026 dipende dall\u2019opera. Ogni opera ha la sua storia e le sue tempistiche.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Da quanti anni fai questo lavoro? Hai avuto dei maestri?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ho aperto la fonderia nel 1986, dopo cinque anni di attivit\u00e0 di finitura e montaggio di sculture fuse presso altre strutture. <strong>Ho cominciato a lavorare per Arman e Daniel Spoerri<\/strong>. Non ho avuto maestri ma, in qualche modo, <strong>\u00e8 stata proprio la tipologia di opere del <em>Nouveau R\u00e9alisme<\/em> a spingermi verso la sperimentazione di nuove tecniche di fusione che potessero sviluppare un linguaggio nuovo<\/strong> nel campo della fonderia artistica.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019esigenza di <strong>riprodurre una realt\u00e0 a partire dai suoi stessi oggetti<\/strong> richiedeva un approccio diverso dalla fusione a cera persa. Ho cos\u00ec cominciato a sbirciare cosa accadeva nelle fonderie industriali, adattando quelle tecniche al grado di flessibilit\u00e0 e creativit\u00e0 richiesto dall\u2019arte. <strong>\u00c8 cos\u00ec che ho sviluppato la mia teoria e il mio modello di fonderia per l\u2019arte contemporanea<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>In cosa consiste la tua teoria-modello?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Mi ero posto due obiettivi: il primo era quello di dare risposte alle esigenze espressive dei vari artisti sempre pi\u00f9 numerosi con cui lavoravo, o meglio collaboravo, perch\u00e9 <strong>il mio rapporto con l\u2019arte e ogni singolo artista \u00e8 stato sempre aperto a ricercare nuove soluzioni che rispondessero il pi\u00f9 possibile alle domande che l\u2019artista poneva al bronzo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Il secondo obiettivo era il contenimento dei costi, per <strong>rendere la fusione in bronzo accessibile anche ad artisti giovani o emergenti<\/strong> che non sempre disponevano dei finanziamenti necessari. Molte opere della Fondazione sono nate anche da uno scambio fra la fonderia e gli artisti.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Quali sono le caratteristiche tecniche del tuo lavoro?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Tanti anni di esperienza hanno portato alla messa a punto di tecniche di lavorazione sempre pi\u00f9 duttili, che hanno consentito di raggiungere risultati corrispondenti alle esigenze di ogni singolo artista. Grazie all\u2019utilizzo di sistemi vari di fusione (dalla cera persa col sistema ceramico alla fusione a staffa utilizzando il metodo della sabbia e resina e allo sviluppo della tecnica della saldatura) siamo riusciti a risolvere i problemi che ci venivano posti.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto ci\u00f2 ci ha spinto a adottare una struttura dinamica, non schematizzata, non legata a metodi produttivi rigidi, ma sempre <strong>aperta a sperimentare, a inventare e, perch\u00e9 no, anche a rischiare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Quindi come viene concepita la realizzazione di una scultura in bronzo?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La fusione in bronzo ha bisogno di un modello originale da riprodurre (oggetti oppure modelli realizzati in legno, creta, pietra&#8230;). <strong>L\u2019opera in bronzo non \u00e8 mai uguale all\u2019originale<\/strong> e l\u2019atto della riproduzione \u00e8 solo un primo passo. I passi successivi intervengono radicalmente sul risultato finale. <strong>Il passaggio dal materiale originale al bronzo comporta un mutamento radicale nella natura dell\u2019opera<\/strong>: quand\u2019anche la fusione potesse \u201criprodurre fedelmente\u201d l\u2019originale, l\u2019effetto della sua trasformazione in bronzo la renderebbe in ogni caso un\u2019opera completamente altra.<\/p>\n\n\n\n<p>Adattare un nuovo materiale alla propria arte significa anche \u201cadattarsi\u201d al nuovo materiale. Penso che se si chiedesse a uno scultore quale differenza vi sia tra fare una scultura in legno e fare una scultura in bronzo, risponderebbe che non si tratta solamente di una differenza nel lavorare e nel risultato finale, ma anche <strong>una differenza concettuale nel dover \u201cpensare\u201d la scultura direttamente in bronzo<\/strong>. Credo che in fonderia, la riproducibilit\u00e0 tecnica dell\u2019opera d\u2019arte sia condizionata in primo luogo dalla necessit\u00e0 di un intervento artigianale e, in secondo luogo, dal profondo mutamento nella natura della scultura provocato dalla trasformazione in metallo. <strong>Per questo motivo la \u201criproduzione\u201d di una scultura in bronzo \u00e8 costretta ogni volta ad essere una nuova \u201ccreazione\u201d che l\u2019artista compie prima a livello concettuale e poi in fonderia durante la lavorazione<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>In tutto questo, cosa avviene fra artista e fonditore? Qual \u00e8 il loro rapporto?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Secondo me il fonditore \u00e8 un testimone, nonch\u00e9 complice, di un incontro-scontro dell\u2019artista con il bronzo. <strong>Quello della scultura in bronzo \u00e8 un po\u2019 un \u201ccombattimento\u201d con un materiale certo non docile. Per combattere insieme bisogna innanzitutto capirsi, per questo motivo la scultura in bronzo esige una speciale intesa tra scultore e fonditore<\/strong>. Fondere, saldare, tagliare, raddrizzare, nascondere, riprender, rifare, rifinire, patinare&#8230; tutto ci\u00f2 richiede una specie di alleanza per avere la meglio sulla \u201cresistenza\u201d del materiale e arrivare cos\u00ec al suo dominio.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa intesa non \u00e8 tanto tecnica, quanto umana: in questo senso <strong>la scultura non \u201csi fa\u201d solo in fonderia, ma anche a tavola. La conoscenza reciproca del fonditore con lo scultore, la reciproca ammirazione per il lavoro dell\u2019altro, la comprensione del metodo di lavoro altrui, e anche la conoscenza delle rispettive psicologie, sono tutti elementi essenziali al risultato finale<\/strong>. Lavorare insieme, mangiare insieme, e poi di nuovo lavorare. Non \u00e8 sempre facile&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p><em>Spoerri (come altri artisti quali Arman e C\u00e9sar) \u00e8 arrivato ad usare il bronzo estetizzando la provocazione effimera degli assemblage, avvicinando la sua produzione plastica alla mitologizzazione, ad una scultura<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>\u00abclassica\u00bb. Tua \u00e8 l\u2019abilit\u00e0 e la capacit\u00e0 di materializzare le idee e i progetti, dominando la materia. Quanto c\u2019\u00e8 di tuo in un\u2019opera?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Lavorare con Spoerri, ad esempio, \u00e8 sempre un atto creativo e imprevedibile. <strong>Spesso si tratta di tradurre quello che l\u2019artista chiede al bronzo<\/strong>. Non sempre infatti l\u2019idea dello scultore \u00e8 realizzabile cos\u00ec come \u00e8 stata pensata o modellata. Ci vuole quindi un mediatore che da una parte interpreti quell\u2019idea adattandola alle possibilit\u00e0 del bronzo, dall\u2019altra cerchi soluzioni tecniche che avvicinino la fusione allo spirito con cui \u00e8 l\u2019artista ha concepito l\u2019opera.<\/p>\n\n\n\n<p>Spoerri utilizza il bronzo come trasformazione dell\u2019oggetto, che diventa altro nel momento in cui si presenta in bronzo. Il mio compito \u00e8 di trovare ogni volta il metodo per realizzare l\u2019idea di Daniel, o di un altro artista. Un esempio emblematico \u00e8 stata la riproduzione del letto della <strong>Chambre<\/strong>, dove c\u2019\u00e8 voluta un\u2019invenzione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>C\u2019\u00e8 mai stato un momento in cui avresti voluto smettere di lavorare o cambiare mestiere?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>No\u2026 Penso proprio di essere nato lavorando. Nella realt\u00e0 contadina in cui sono cresciuto il lavoro era la vita. Credo che questo aspetto mi abbia poi accompagnato per sempre.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La tua \u00e8 una collezione molto varia ed importante, c\u2019\u00e8 tuttavia un\u2019opera in mostra che ti rappresenta maggiormente.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il mio \u201critratto\u201d.<\/strong> Certo\u2026 perch\u00e9 mi rappresenta e perch\u00e9 Daniel in questa opera mi ha \u201cinterpretato\u201d. Ma anche per la contemporanea presenza di fusioni in bronzo e oggetti di lavoro reali: i miei strumenti. <strong>Il ritratto rappresenta me ma anche il mio lavoro. Si possono vedere le diverse fasi di lavorazione della scultura. Il ritratto contiene se stesso e insieme sculture reali alle quali stavamo lavorando<\/strong>. Normalmente in una scultura il lavoro attraverso cui \u00e8 stata creata rimane \u201cnascosto\u201d allo spettatore. <strong>Il Ritratto invece \u00e8 un\u2019opera d\u2019arte che mette in scena il lavoro<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>E se ti chiedessi di scegliere un\u2019opera simbolica della collezione?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>I Guerrieri della notte<\/strong> perch\u00e9 sono stati la prima opera importante che ho realizzato e fu anche l\u2019opera che diede avvio alla mia collezione. La realizzammo in un laboratorio di pochi metri quadrati. <strong>Chiss\u00e0 cosa avr\u00e0 pensato Daniel quando venne a lavorare in una piccola stanza di legno in una borgata periferica di Roma\u2026<\/strong> Ma quando furono esposti a Parigi alla galleria Beaubourg riscossero un immediato successo.<\/p>\n\n\n\n<p><em>La qualit\u00e0 delle tue fusioni \u00e8 stata riconosciuta, da tutti i critici e gli storici dell\u2019arte, negli anni, come eccellente. Guardando alcuni bronzi, cos\u00ec monumentali che ci si pu\u00f2 anche camminare dentro (ndr), viene automatico pensare alla fatica ed alla difficolt\u00e0 della realizzazione.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le stanze Chambre 13 di Seggiano<\/strong> e la <strong>Chambre di Ostende<\/strong> sono certamente opere che mi hanno coinvolto moltissimo. Ma le difficolt\u00e0 non mi hanno mai spaventato, anche se <strong>la realizzazione della Chambre \u00e8 stata davvero una sfida tecnica e concettuale, col bronzo e con noi stessi!<\/strong> Una sfida che Daniel e io abbiamo concepito e affrontato senza la certezza di riuscire. Per questo motivo penso che la Chambre sia l\u2019opera che racconta di pi\u00f9 la nostra, ormai quasi quarantennale, collaborazione.<\/p>\n\n\n\n<p>FONDITORI E ARTISTI ATTORNO A UNA TAVOLA<\/p>\n\n\n\n<p><em>Il tuo lavoro di fonditore \u00e8 iniziato con Daniel Spoerri. Quando \u00e8 iniziata la vostra collaborazione e amicizia? Qual \u00e8 il rapporto che vi lega?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il mio rapporto con Daniel \u00e8 cominciato all\u2019inizio della mia attivit\u00e0 di fonditore e, come ho gi\u00e0 detto, \u00e8 anche merito suo se lo sono diventato. La nostra amicizia non influiva sul lavoro, qui prevaleva l\u2019impegno a dare <strong>il massimo della creativit\u00e0 e della professionalit\u00e0, a volte anche con un po\u2019 di \u201cfollia inventiva\u201d<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Ed il miglioramento e la fiducia sono anche il motore propulsivo della tua Fonderia. Come la definiresti?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>La Fonderia Caporrella non \u00e8 una grande fonderia; mi piace definirla come <strong>un luogo di lavoro e di incontro vivo e creativo dalla forte connotazione internazionale<\/strong>, vista la presenza di artisti da quasi tutti i continenti, in base a rapporti a volte brevi, altri ancora che durano da decenni e che hanno fatto <strong>respirare un\u2019aria di confronto interculturale<\/strong> sicuramente positivo per tutti. Mi piace pensare che questo spirito sia circolato tra gli artisti che hanno frequentato la fonderia.<\/p>\n\n\n\n<p><em>In alcune opere c\u2019\u00e8 molto \u201ccibo\u201d, inteso metaforicamente in senso ampio e non solo. L\u2019unico momento in cui sospendi il lavoro, ad esempio, \u00e8 per la pausa pranzo, che per te \u00e8 intoccabile.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Intoccabile! Mi fai ripensare ad un aneddoto divertente, di quando ho cominciato a lavorare \u201cI guerrieri della notte\u201d. A quel tempo non avevo una fonderia mia e lavoravo in un piccolo laboratorio sotto la mia abitazione. Fu il vero inizio della mia attivit\u00e0 di fonditore. <strong>Di fianco al laboratorio si trovava la cantina e, nelle pause di lavoro, mio padre Vittorio ci preparava la bruschetta accompagnata da del buon vino. La Fondazione \u00e8 intitolata a lui<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>L\u2019arte crea comunit\u00e0 e permette di condividere esperienza, avvicina le persone. E cos\u00ec anche il cibo, nella sua condivisione diventa una forma di comunicazione. Questo legame, a specchio, si trova anche nella fonderia, nel rapporto fra la sua parte pi\u00f9 fattiva, creativa e l\u2019attivit\u00e0 espositiva.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Ti ho parlato delle <strong>\u201ctavolate di artisti\u201d<\/strong> che si ritrovavano durante la pausa lavorativa come un momento essenziale per \u201ccapirsi\u201d. Ecco, da queste tavolate passammo quasi senza accorgercene all\u2019attivit\u00e0 espositiva. La fonderia in mezzo alla campagna era il luogo di creazione, e la campagna attorno alla fonderia divent\u00f2 il luogo di esposizione. <strong>Fu proprio la tavola come cerniera fra i due spazi, il luogo della parola.<\/strong> Cos\u00ec, all\u2019abituale appuntamento che la fonderia ha organizzato il Primo Maggio di quasi ogni anno, si sono sempre confusi il momento dell\u2019esposizione delle sculture, il momento della fusione dimostrativa davanti a tutti e il momento gastronomico della grigliata. <strong>L\u2019evoluzione delle \u201ctavolate\u201d ha poi portato all\u2019apertura di una galleria dal 1991 al 1993 e alla costituzione di una fondazione d\u2019arte<\/strong>. Gli artisti intorno alla tavola sono di volta in volta cambiati, ma lo spirito \u00e8 rimasto lo stesso. Contemporaneamente, all\u2019impegno artistico si \u00e8 affiancato il sostegno a iniziative espositive di promozione dell\u2019attivit\u00e0 dei vari artisti intenti a realizzare i diversi progetti. Cito solo alcuni esempi, come <strong>l\u2019attivo contributo per la realizzazione del giardino di Daniel Spoerri<\/strong> a Seggiano e quello per <strong>le piazze pubbliche realizzate da Carin Grudda<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>IL FUTURO<\/p>\n\n\n\n<p><em>Se dovessi raccontare oggi il tuo lavoro a un giovane, che percorso gli consiglieresti? Da dove dovrebbe partire? Cosa \u00e8 cambiato da quando hai iniziato tu a lavorare?<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019arte \u00e8 una questione di genetica, uno ci nasce.<\/strong> Con il tempo si pu\u00f2 affinare la tecnica, ma <strong>la creativit\u00e0 \u00e8 una cosa che si deve avere dentro<\/strong>. Da bambino vivevo in campagna, a contatto con la natura e l\u00ec \u00e8 nato in me l\u2019istinto verso la bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Imparare a lavorare \u00e8 sicuramente un buon inizio. \u00c8 quindi importante iniziare a frequentare le persone che hanno un\u2019adeguata professionalit\u00e0. Apprendere la manualit\u00e0 \u00e8 fondamentale, ma la creativit\u00e0 non si impara, \u00e8 una cosa innata.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Vedi un futuro, un\u2019eredit\u00e0? Non solo per la Fondazione ma per il tuo mestiere. Come ti vedi tra 10 anni, quali sono gli obiettivi e le speranze<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Difficile vedere il futuro per il mio mestiere, manca la manodopera specializzata.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il futuro della mia fondazione? Difficile e imprevedibile<\/strong>, ci sto lavorando, credo trover\u00f2 le soluzioni giuste per assicurare <strong>un futuro alla collezione e allo spirito della fonderia<\/strong><\/p>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\" style=\"flex-basis:15%\"><\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div style=\"height:60px\" aria-hidden=\"true\" class=\"wp-block-spacer\"><\/div>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come nasce una fonderia d\u2019arte Dialogo con Pietro Caporrella. 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