Audioguida e descrizione
Data: 1993
Materiale: Bronzo
Dimensioni: 194 H x 80 L x 70
Spoerri si prende gioco di Tin Tin con la sua testa tondeggiante: il reporter e esploratore del fumettista belga Hergé, divenuto celebre con le sue avventure attraverso il mondo e i grandi momenti della storia.
Tin-Tin l’elefante, con il suo sguardo perso ed ironico, fa parte di quel gruppo di opere composte da
assemblaggi di elementi distinguibili e si inserisce nel filone artistico dell’objet trouvé, caratteristica distintiva dei Nouveaux realistes, reinterpretata da Spoerri e Arman attraverso la fusione in bronzo.
In questo caso, per realizzare il corpo dell’elefante, Spoerri ha utilizzato il treppiede di un misuratore geodetico. Lo scheletro delle gambe rimanda, come frequente nelle sue opere, alla parte più arcaica e animale della natura umana.
La testa – un vecchio casco per permanenti – ci permette di entrare dentro l’esperienza dell’artista: come la maggior parte del repertorio stravagante ed eterogeneo del suo atelier, fu acquistato in un dei mercati delle pulci: quello dell’Ille de la Jatte a Parigi. L’artista ricorda come il venditore pretendesse un prezzo troppo alto rivendicando il fatto che uno dei Nouveaux Realistes avrebbe potuto trasformarlo in una costosissima opera d’arte: “700.000 – disse Spoerri – sono un’esagerazione! E se allora venisse Arman a comprarlo…”. Il venditore rispose che avrebbe alzato il prezzo. “E se venisse Spoerri…?”. Per lui sarebbe stato dieci volte tanto! L’artista riuscì alla fine a comprarlo al giusto prezzo, negando la sua identità, ma quelle fessure del semicerchio metallico andarono subito a animare una delle sue ironiche sculture.


