Il giocoliere di Notre Dame

Anno: 1995

Materiale: Bronzo, vetro

Dimensioni: 275 H x 90 L x 85

Il Jongleur de Notre Dame appartiene a quelle che Arman chiamò “Transculpture“: evoluzione del sezionamento “cubista” di opere dell’arte classica o rinascimentale combinate con oggetti reali secondo la tradizione del Nouveau Réalisme. Il Giocoliere di Notre Dame è a sua volta una ibridazione tra la famosissima leggenda medievale del Giocoliere di Notre Dame e la altrettanto celebre scultura in bronzo conservata al Louvre di Francisque Duret Jeune pêcheur dansant la tarentelle (Souvenir de Naples) esposta al Salon del 1833 e poi alla Exposition universelle del 1855. La scultura fu creata da Duret durante il suo soggiorno italiano.

Lo studioso di Harvard Jan Ziolkowski, autore di un corposo studio sulla ricezione storico-culturale della leggenda,  dedica un’analisi penetrante al Giocoliere di Notre Dame di Arman:

“Lo scultore ha sezionato una replica di un’antica statua in bronzo […] per ricavare dalle sue membra disiecta la figura del giocoliere. Così facendo, Arman rimase forse inconsapevolmente fedele alla frequente pratica medievale della spoliazione: rimodellò le convenzioni dell’antichità per ottenere un riuso rivoluzionario.

Le otto sfere che la figura maschile giocoliere fa volteggiare fungono anche da corpi illuminanti saldati al suo corpo. Nel racconto medievale e nei suoi adattamenti moderni, un’incisione prende vita. In questa scultura Arman segue un approccio diverso, congelando il movimento nella materia immobile. Egli trasmuta in luce l’energia cinetica del giocoliere e delle sue sfere. Ma c’è anche dell’altro. La lampada è al tempo stesso una parodia; le lampadine sono delle burlesque. L’osservatore non può fare a meno di notare la sfera più in basso, collocata proprio nel punto in cui ci si aspetterebbe il glande del suo membro maschile eretto. L’asta che sporge dal bacino, e che il vetro della lampada arrotonda,  è più grande di quelle destinate alle altre sfere, eccetto quella principale che attraversa l’intero torso del giocoliere. La sporgenza fa somigliare la scultura al tipo di statua romana antica nota come Erma, un pilastro quadrangolare sormontato da una testa e spesso ornato, a metà del blocco, da un fallo in erezione […].

Il desiderio di sconvolgere i benpensanti facendo leva sulla morbosità può essere ricondotto ai fenomeni espressi dall’espressione francese épater la bourgeoisie. In termini più semplici, l’obiettivo di tale oggettivazione è scandalizzare la borghesia e la classe media. Manifestazione di un decadentismo fin de siècle, questo impulso può condurre a molteplici esiti. La stessa ambizione di ricavare uno shock da una storia e da un personaggio percepiti come sobri e tradizionali può dirigersi in varie direzioni. Il sesso non è l’unica; anche altre funzioni e prodotti corporei possono esservi coinvolti.”

Ziolkowski, Jan M. The Juggler of Notre Dame and the Medievalizing of Modernity. Volume 6: War and Peace, Sex and Violence. Cambridge, UK: Open Book Publishers, 2018, pp. 163-165.